Pompa di calore o caldaia a gas nel 2026: conviene davvero? Calcolo dei costi e l'incognita ETS2

Scegliere come riscaldare casa non è più solo una questione di comfort: è una decisione economica che pesa sulla bolletta per i prossimi 15-20 anni. Negli ultimi mesi il prezzo dell'elettricità si è stabilizzato e gli incentivi 2026 (Ecobonus 50%, Conto Termico 3.0 fino al 65%) restano disponibili, mentre all'orizzonte si profila l'ETS2, il nuovo sistema europeo di carbon pricing che dal 2027 colpirà direttamente il gas per riscaldamento. Facciamo i conti con numeri reali.

I numeri: quanto costa scaldare 100 m² nel 2026

Prendiamo un appartamento tipo di 100 m² con fabbisogno termico medio e confrontiamo le principali soluzioni, usando prezzi indicativi di mercato nel 2026: elettricità a 0,28 €/kWh e gas metano a 1,00-1,10 €/m³ (tariffe retail variabili per zona e fornitore).

Soluzione Efficienza Costo annuo stimato vs caldaia gas
Caldaia a condensazione (gas) ~95-100% ~1.050 €
Pompa di calore aria-acqua (SCOP 3,5) 350% ~770 € −27%
Pompa di calore + fotovoltaico 6,3 kWp ~500-550 € −50%
Pompa di calore + FV + batteria ~350-450 € −60%

La forbice tra i due estremi è ampia: una famiglia può passare da oltre 1.000 € l'anno a meno di 400 € semplicemente cambiando sorgente e abbinando generazione propria. Il risparmio netto della sola pompa di calore, senza fotovoltaico, si attesta tipicamente tra il 20% e il 30% rispetto a una caldaia a gas moderna.

Perché la pompa conviene: il moltiplicatore COP/SCOP

Il segreto è l'efficienza. Una caldaia a condensazione brucia gas e trasforma al massimo il 95-100% dell'energia in calore. Una pompa di calore, invece, sposta calore dall'aria esterna anziché generarlo: per ogni kWh elettrico ne consegna 3,5-4 kWh termici (SCOP medio 3,5-4, picchi di 5 con modelli ad alta temperatura).

Significa che, anche pagando l'elettricità più del gas, il rapporto finale è a favore della pompa finché il COP resta sopra circa 2,5. Con gli SCOP di mercato attuali quel limite è ampiamente superato, ma due fattori contano:

  • Isolamento: in edifici poco coibentati (classi F-G) la pompa lavora di più e il vantaggio si assottiglia.
  • Temperature di mandata: con termosifoni esistenti serve una pompa ad alta temperatura (fino a 70 °C), con costi d'acquisto superiori del 20-30% rispetto a un modello standard ma indispensabile per non rifare l'impianto.

L'ammortamento: quando si rientra dell'investimento

Il punto debole resta l'investimento iniziale. Una pompa di calore aria-acqua costa oggi, al netto di incentivi, indicativamente tra 8.000 e 19.000 € (secondo dimensione e tipologia), a cui si aggiungono eventuali adeguamenti del contatore elettrico (passaggio a 4,5-6 kW).

Il payback medio è di 8-10 anni, ma scende a 5-7 anni combinando Conto Termico 3.0 e detrazioni fiscali. La manutenzione ordinaria, tra l'altro, è più leggera che per il gas: 150-200 €/anno contro costi di controllo fumi e assistenza della caldaia. La durata dichiarata è di 15-20 anni, in linea con una caldaia a condensazione di qualità.

L'incognita ETS2: dal 2027 il gas costa (molto) di più

È qui che il quadro cambia a favore della pompa. L'ETS2 (Emission Trading System 2, previsto dalla direttiva 2023/959) entrerà in vigore nel 2027 con effetti concreti dal 2028, estendendo il principio "chi inquina paga" ai combustibili per riscaldamento e trasporto. I fornitori di gas, gasolio e carbone dovranno acquistare quote di CO₂ all'asta e riverberanno il costo in bolletta.

I dati tecnici: bruciare 1 MWh di gas emette 0,202 t di CO₂. Con un prezzo della quota di circa 45 €/t (soglia 2020, meccanismo di stabilità che rilascia quote extra nel 2027-2030) l'incremento è di circa 9 €/MWh; alcune stime lo portano a ~57 €/t nel 2027 una volta aggiornato all'inflazione, ovvero +30-40% sul prezzo del gas solo per effetto carbonio.

Lo studio Bip per Assogasliquidi-Federchimica (gennaio 2026) stima fino a 600 €/anno in più per le famiglie esposte, mentre analisi sui soli nuclei a gas (senza auto) indicano 90-170 €/anno aggiuntivi già a ~60 €/t. Dopo il 2030, con la rimozione del tetto al prezzo, il costo della CO₂ allineerà quello dell'industria (oggi ~80 €/t, previsto oltre 100 €/t): l'aggravio crescerà ancora.

La differenza decisiva: la pompa di calore non brucia combustibili fossili, quindi l'ETS2 sul riscaldamento non la tocca. Sostituire la caldaia a gas azera le emissioni dirette di CO₂ per il riscaldamento e neutralizza questo rincaro futuro — un risparmio evitato stimato tra 108 e 240+ €/anno, crescente nel tempo.

Incentivi 2026: abbassare subito la spesa

Nel 2026 la pompa di calore può contare su più leve cumulative:

  • Ecobonus 50% (abitazione principale) per sostituzione di vecchio impianto, in 10 rate annuali.
  • Bonus Ristrutturazioni 50% se inserita in interventi edilizi più ampi.
  • Conto Termico 3.0 (GSE): rimborso diretto fino al 65% della spesa, erogato in 1-2 anni sul conto corrente — ideale per chi non ha capienza IRPEF.
  • IVA agevolata al 10% su acquisto e installazione.

Per i nuclei più vulnerabili, inoltre, il Fondo Sociale per il Clima (Reg. UE 2023/955, ~86,7 miliardi € per il periodo 2026-2032, con quota Italia stimata tra 7 e 9 miliardi) finanzierà ristrutturazioni e supporto diretto al reddito a partire dal 2027.

Conclusione: una checklist per decidere

La pompa di calore conviene già oggi nella maggior parte dei casi, e l'ETS2 ne rafforza il caso economico dal 2027. Prima di firmare, verifica:

  1. Classe energetica dell'edificio: meglio C o superiore; sotto F conviene prima coibentare.
  2. Compatibilità impianto: termosifoni vecchi → valuta pompa ad alta temperatura o sistema ibrido.
  3. Contatore elettrico: servono tipicamente 4,5-6 kW.
  4. Accoppiamento FV: anche 3-6 kWp abbattono drasticamente i consumi elettrici invernali.
  5. Incentivo giusto: per pensionati/redditi bassi il Conto Termico 3.0 batte le detrazioni fiscali.

In sintesi: con prezzi 2026 e incentivi attivi, la pompa di calore taglia la bolletta del 20-30% rispetto al gas anche senza pannelli; con il fotovoltaico si arriva al 50-60%; e soprattutto ti sottrae all'onda d'urto dell'ETS2. Un calcolo che, tra due e tre anni, peserà molto di più di oggi.